[Recensione] Acid Lethal Fast

 

Esistono uomini che portano su di sé il dolore del mondo. Quando vedono pesci rossi nei sacchetti dei Luna Park non riescono più a respirare e vedono orribili facce ridenti deformate dall ‘acqua. Uomini che guardano foto di esseri viventi maltrattati e ne sentono, in maniera accecante e assordante, le urla, il panico, la sofferenza. C’è chi li considera santi o ƒanatici e chi, semplicemente, afferma che sono persone troppo buone per riuscire a soprawivere senza impazzire.

 

Ci troviamo in Italia e una cittadina non meglio specificata è il nostro sfondo. E’ notte. In un laboratorio di ricerca vengono liberati 10 cani, 24 conigli e 56 ratti. Ma in quello stesso luogo, tre ricercatori vengono brutalmente assassinati.

Le indagini vengono affidate a Stefano Ricci: un poliziotto duro, esperto, intelligente, intuitivo,  ma che non ha più entuasíasmo, non ha più voglia di lottare.

Davanti all’uomo accusato dell’omicidio, il commissario Stefano Ricci è irremovibile: il colpevole è lui, ma non avrà mai una confessione perché il prigioniero, un uomo che ha consacrato la propria vita in difesa dei più deboli e agli ideali di salvezza, è muto.

A dar voce ai pensieri del Muto ci sono due donne.

Ambigue.

Affascinanti.

Decise.

Fedeli.

Pronte a dífenderlo anche a costo della vita.

alf acid lethel fast recensione controletture

La fase investigativa dura appena 24 ore. Il commissario Stefano Ricci interroga e indaga, osserva, dialoga; scava in profondità e scopre che nulla è come sembra. Le sue solide certezze saranno intossicate dal veleno del dubbio e della falsità e qualcosa di importante inizierà ad agitarsi nel suo cuore.

Ogni personaggio ha due maschere, due poli, persino due nomi.

Passato e presente.

Vita e morte  – o morte e rinascita?

Tematiche  che fanno da fondamenta al nostro racconto, sono lo scheletro di una storia che corrode come acido per quanto è atroce; una storia le cui immagini si susseguono feloci come flash di luci psichedeliche; una storia che, come da titolo, è cruda, forte, acida, violenta, letale.

Lui pensa sempre alle conseguenze. Se lui non agisce altri animali verranno torturali e altri bambini violentati. Pensa sempre alle conseguenze delle sue non azioni. Di fronte a questo i propri problemi e la propria vita, diventano secondari.

Il muto è l’eroe di molti. È l’angelo di tutti coloro che vengono abbandonati e torturati, di tutti quei qeui corpi martoriati e feriti e di tutte quelle anime sole che nonostante tutto restano aggrappate a una vita di stenti e miserie.

Da leggere.

 

Acid Lethal Fast. Astor Amanti. Edizioni Cosmopolis. Anno 2002. 136 pagine
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4 thoughts on “[Recensione] Acid Lethal Fast

    • È doveroso dire, come hai detto, che di thriller, noir, gialli e compagnia varia nostrani se ne salvano ben pochi: eccetto alcuni, gli altri hanno trame raffazzonate e farraginose. Questo libro poco si discosta dai suddetti, ma quello che mi ha colpito è il tema della lotta contro i soprusi, contro le vessazioni e le cattiverie esercitate sui più deboli, animali e non. Ho molto a cuore questa questione.
      Per togliere una mia curiosità: da quel che ho capito ne mastichi un po’ di noir/gialli/thriller… hai da consigliarmi qualche autore particolarmente meritevole?
      Ps. Grazie per il commento!

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      • Suggerimenti? Parola difficile. Il guaio è che tutti sono diventati seriali. Tolti i primissimi, gli altri sono fotocopie, per di più brutte e sfocate.
        Credo i primi Camilleri, De Giovanni – solo uno della quadrilogia delle stagioni, gli altri tre sono uguali Diciamo il senso del dolore il primo – e Malvaldi – anche qui il primo o il secondo dei vecchietti del bar Lume. Altri? Non so

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