[Recensione] Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria

trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria recensione controlettureLa casa editrice Nutrimenti è sul mercato da una quindicina d’anni e pubblica opere di nicchia sia di narrativa che di saggistica davvero interessanti.

Quello di cui vi parlo oggi è “Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria” di Michael Dahlie. Titolo lunghissimo se si pensa a quello originale: “The best of Youth”, ma tant’è.

Henry ha ventiquattro anni e abita a Brooklyn, New York City. Discretamente bello – il che non guasta – ingenuo e buono, ha un sogno nel cassetto: quello di riuscire a scrivere e pubblicare un buon romanzo. Il talento non gli manca, ma quello che gli riesce meglio sono racconti i cui protagonisti hanno più di ottant’anni.

Henry è orfano e dalla prematura morte dei genitori ha ottenuto una rendita milionaria, ma questo particolare sembra non toccarlo più di tanto, perché ha altre priorità.

I genitori erano morti da poco in un incidente nautico a Katama Bay, al largo di Martha’s Vineyard, lasciandolo privo dell’energia necessaria alle esigenze che il lavoro in un giornale richiedeva. La sciagura, d’altro canto, lo aveva fornito di una bella somma di denaro […]
 un gruzzolo simile lo aveva indotto a pensare di potersi prendere una pausa di riflessione per decidere cosa fare della sua vita; per quanto anche questo interrogativo non fosse poi così incalzante. Desiderava soprattutto incontrare una ragazza che gli piacesse e farsi degli amici – amici veri – a Brooklyn.

Con i soldi dell’eredità finanzia una rivista letteraria dallo strano nome de “Il Demente” della quale diventa redattore. Spera di essere lanciato nel campo dell’editoria, ma quella speranza volerà via insieme ai categorici NO!  come lo sbuffo d’aria di un libro chiuso troppo in fretta, lasciandolo con un pugno di mosche in mano.
Quanto all’amore, Henry ha una cotta perenne per una sua cugina di quarto grado, Abby, che purtroppo per lui non ha la minima intenzione di fidanzarsi con un parente.

In effetti, una ragazza che a Henry piaceva c’era. Si trattava di una cugina di quarto grado, livello di parentela che (stando alle sue ricerche) non solo consentiva loro di frequentarsi senza incorrere in qualche bega legale, ma non avrebbe comportato nessuna delle implicazioni genetiche associabili alle unioni tra consanguinei. Dopotutto, condividevano solo qualche avo lontano. Ciononostante, almeno per la ragazza (che si chiamava Abby), questo aveva costituito una specie di blocco psicologico.

Da qui, come in una corsa a perdifiato, seguiranno le rocambolesche avventure di Henry.

Avrà a che fare con un gregge di costose e preziose capre libiche in una fredda notte di Vigilia, con la neve alta fino al ginocchio;

“Quanto costa una di queste capre?”, domandò Henry.
“Parecchio”, rispose Hannah, “perché il loro latte si può vendere a un prezzo molto alto. E sono uniche nel loro genere. Ogni capo, e io ne ho un centinaio, vale più o meno diecimila dollari”.

Sarà imprigionato in carcere per possesso di arma da fuoco;

“È un posto sicuro, te lo giuro. Un carcere di minima sicurezza. Passerà velocemente. Più veloce di quanto pensi. A volte capita”.
A questo punto Henry capì che, di fatto, sarebbe andato in prigione. Solo due settimane, ma due settimane bastavano per subire le peggiori torture.

ma soprattutto scriverà il suo romanzo dal titolo La Meglio Gioventù (omaggio al celebre the best of youth michael dahlie recensione controletturefilm del 2003 made in Italy, diretto da Marco Tullio Giordana). Dettaglio poco trascurabile: lo scriverà come ghost writer per conto di un giovane attore.

Henry è un ragazzo dolcissimo, forse un po’ troppo passivo agli accadimenti, ma nonostante questo avrà lo stesso il suo happy end.

Lo stile è pulito e scorrevole, fabula e intreccio coincidono con semplice linearità. I personaggi sono briosi e caratterizzati il giusto. Le descrizioni non annoiano e lasciano il giusto spazio all’immaginazione. Forse troviamo delle situazioni scontate, forse tra le righe c’è un po’ troppo ottimismo, ma alla fine “Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria” risulta essere una fresca e briosa commedia, da leggere con svago, senza troppe pretese.

 

Michael Dahlie esordisce con Guida per gentiluomini all’arte di vivere con eleganza, con il quale vince nel 2009 il Pen/Hemingway Award e nel 2010 il Whiting Writers’ Award.

Insegna alla Butler University e ha pubblicato racconti su numerose riviste, come Harper’s, Ploughshares e Tin House.

Alla prossima,

Sil.

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