[Recensione] Un gioco da bambini

Gli anni 90 sono alle porte e nell’esclusiva residenza Pangbourne Village si verifica un massacro: trentadue adulti vengono trovati morti, massacrati brutalmente nei modi più disparati. I loro figli sono scomparsi.

j.g. ballard un gioco da bambini Running Wild recensione controlettureLa polizia inizia con le indagini, chiedendo l’aiuto dello psichiatra Richard Greville, che con le sue analisi e le sue ricerche svelerà qualcosa di inquietante.

Teatro dell’orrore, come già accennato, è il villaggio di Pangbourne. L’opulenza è presente in ogni casa, e questo fa del quartiere residenziale un luogo accessibile a pochi, chiuso, riservato, oserei dire elitario.

Un sistema di telecamere riprende tutta la zona circostante e gli interni della casa. La vita dei ragazzi quasi tutti adolescenti è scandita e controllata dai genitori in un regime governativo quasi dittatoriale.

Non vi è privacy, non vi è libertà alcuna e l’unico rifugio, l’unico nido nel quale accoccolarsi, l’unico modo per spiccare il volo ed essere finalmente liberi è la follia.

Quei ragazzi avevano una disperata fame di emozioni genuine, avevano bisogno di genitori che ogni tanto li disapprovassero, che si irritassero e persino spazientissero, o persino che non riuscissero a capirli. Avevano bisogno di genitori che non si impicciassero di tutto quello che facevano, che non temessero di mostrarsi nervosi e seccati, e che non pretendessero di amministrare ogni minuto della loro vita con la saggezza di Salomone.

Allo psichiatra Richard Greville la verità balzerà subito all’occhio, ma la società, nonostante le ovvietà delle prove, non conforterà le sue tesi e di conseguenza l’esito delle indagini.

La vita a Pangbourne Village è affettata, esagerata e troppo appariscente, iperprotettiva. Pangbourne Village è la società che mette al mondo figli, li cresce nell’agio di assoluto, li protegge e poi li fagocita alla prima occasione. Pangbourne Village è la società che si rifiuta di razionalizzare l’irrazionale e non avrà la minima intenzione di buttare giù quel muro costruito con tanta meticolosità dietro il quale si rifugia, così spesso e resistente. Meglio far finta di niente, meglio trovar spiegazioni che si reggono su castelli di carta che ammettere la verità.

Un libro che è un pugno nello stomaco. Un libro che fa riflettere.

 

j.g. ballard un gioco da bambini Running Wild recensione controlettureJames Graham “J. G.” Ballard è stato un romanziere inglese, scrittore di racconti, e  saggista. Autore di romanzi fantascientifici di carattere apocalittici (o post-apocalittici) è famoso, tra le altre opere, per  Crush (adattato per il cinema di David Cronenberg), L’impero del sole (ricordo l’omonimo film di Steven Spielberg), High-Rise (film del 2015 diretto da Ben Wheatley, con protagonista Tom Hiddleston).

 

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