[Recensione] Rosemary’s Baby

Rosemary e Guy Woodhouse si trasferiscono in un nuovo e lussuoso appartamento nell’Upper West Side di Manhattan.


Si sono sposati da poco. Guy è un attore sconosciuto, alla disperata ricerca di una parte per “sfondare”; Rosemary invece ha deciso di occuparsi della casa e sono una vita tranquilla, non particolarmente elettrizzante.

rosemary's baby recensione controlettureAppena aperta la porta del nuovo appartamento del Bramford, un palazzone scuro e maestoso, fanno la conoscenza dei vicini Minnie e Roman Castevet, due coniugi anziani curiosi e un tantino invadenti.

La loro nuova vita scorre tranquilla: Guy viene scritturato per alcune parti e Rosemary, che da tanto desiderava un figlio, riesce a rimanere incinta ed è seguita da un ginecologo famosissimo – il migliore – amico di Minnie e Roman.

Una cornice perfetta, semplice e pulita, calda e confortante. La vita che tutti vorrebbero: tranquillità, sicurezza, amicizia, amore e famiglia.

Ma se grattiamo via un po’ quella patina di luccicante e idilliaca apparenza, ci accorgiamo che la realtà non è come sembra: Rosemary è una donna esausta dalla continua violazione della privacy da parte dei suoi vicini, da cui, almeno all’inizio, non riesce a staccarsi; ne è succube: accetta di essere accudita da Minnie, ingurgita beveroni disgustosi consigliati da quest’ultima che le causano dolori lancinanti.
L’influenza costante di Minnie e Roman, portano Guy alla menzogna e a un progressivo e inevitabile allontanamento dalla moglie.

Rosemary precipita in una spirale di paranoia e dubbi, una spirale che si strozza sempre di più con l’avvicinarsi del parto; cerca aiuto e risposte, ma è sola, e alla fine troverà un’agghiacciante, triste e inevitabile verità che solo il cuore di una madre sarà in grado di affrontare.

“Rosemary aprì gli occhi e vide due occhi gialli, ardenti, avvertì odore di zolfo e di radice di tannis, sentì un alito umido sulle sue labbra, udì i grugniti di piacere e di desiderio e l’ansimare degli spettatori. Non è un sogno, pensò. Sta succedendo veramente.”

In una trama che affonda le radici nel più inquietante ed antico leggenda, dove i desideri si avverano, le disgrazie sono all’ordine del giorno e i villians sono autentici, le figure di Rosemary e Guy risultano verosimili e convincenti, hanno il loro spessore seppur non spiccando in modo eccessivo.

Pubblicato per la prima volta nel 1967, Rosemary’s baby è l’opera più conosciuta di Ira Levin (Un bacio prima di morire, La fabbrica delle mogli e I ragazzi venuti dal Brasile).
Abile a giocare con le parole, l’autore insinua nel lettore una graduale angoscia, un terrore fatto di cose comuni, semplici e dirette. Lo sappiamo tutti ormai, che l’horror vero, quello autentico, si cela nella vita di tutti i giorni; lo afferma anche Lindqvist, autore di Lasciami entrare: “il vero horror è nel quotidiano”.

rosemary's baby recensione controletture
Nel 1968, un anno dopo la pubblicazione del romanzo, Roman Polaski decide di portare sullo schermo Rosemary’s Baby, con una bravissima Mia Farrow nel ruolo della protagonista.

rosemary's baby recensione controletture

 

Quarantasei anni dopo, nel 2014, la NBC decide di mandare in onda una miniserie di due puntate, con un’insolita e inaspettata Zoe Saldana per la parte di Rosemary.

 

 

In conclusione: Rosemary’s Baby è classificabile come un must have, da leggere assolutamente se interessa il genere.

 

Info
Titolo: Rosemary's baby
Autore: Ira Levin
Editore: SUR - collana BIGSUR
Anno: 2015
Pagine: 253
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...