[Recensione] Io sono Helen Driscoll

Il romanzo inizia con una tranquilla cena tra amici, dove facciamo subito la conoscenza del protagonista Tom Wallard, di sua moglie Anne, del fratello di quest’ultima Phil, e di altre due coppie, formate da Frank, Elizabeth, Elsie e Ron.

io sono helen driscoll controletture

La serata di svolge in serenità tra chiacchiere e buona musica, fino a quando Phil che è giovane studente universitario di psicologia – il cui ruolo nel romanzo sarà estremamente marginale – per movimentare un po’ la situazione, dichiara ai commensali di essere capace di ipnotizzare le persone e di far compiere loro qualsivoglia azione. Phil viene deriso, gli altri non gli credono, ma soprattutto non credono a certe cose, quindi viene messo alla prova, più per gioco che per altro, e il malcapitato di turno sarà Tom.

«Adesso guarda il mio dito. Soltanto il dito. Non guardare nient’altro. Continua a guardare il dito. Voglio che tu guardi soltanto il dito.»

«Hai l’unghia sporca» dissi.

Tutti risero. Phil si lasciò andare contro lo schienale con una smorfia, premendosi pollice e indice sugli occhi.

La seduta di ipnosi procede bene e alla fine Tom si risveglia come se niente fosse accaduto, ma quella notte, mentre cerca di addormentarsi, ha la visione di una donna evanescente, vestita di scuro, l’aria triste e sofferente che rimane qualche istante ferma immobile nel salotto per sparire poco dopo.

Fino a quel momento non avevo mai saputo cosa fosse il terrore che to-glie il respiro, paralizza il corpo, impedisce qualsiasi movimento che non sia quello di sbarrare gli occhi.

Era sui trent’anni, pallida, con i capelli arruffati. Indossava uno strano abito scuro e aveva un filo di perle al collo. Aggrappato alla poltrona, con gli arti paralizzati, la fissavo.

Le visioni si susseguono ogni notte, turbano il sonno di Tom che non riesce più a dormire. Il tarlo del dubbio inizia a scavare: quello che Tom vede è davvero un fantasma o il frutto della sua mente malata?

No, non c’è nessun limite, a quello che la sua mente può fare. È capace di qualsiasi cosa”.

La seconda frase era stata detta quando Phil mi aveva svegliato dall’ipnosi. E qui, secondo me, stava la soluzione.

“La tua mente è libera, ora”, mi aveva detto. “Non c’è niente che la tenga legata. È libera, assolutamente libera.”.

Ricorre ai più disparati rimedi per trovare una soluzione, chiede aiuto a uno psichiatra, ai familiari, ma la moglie, stanca di vedere il marito ridotto a uno straccio, lascia la casa e lo abbandona, anche se solo per un breve periodo.

Tom allora precipita in una pericolosa spirale di depressione e follia, fino a perdere completamente il raziocinio, ma alla fine riuscirà ad arrivare alla soluzione del problema. Del suo problema.

Lo stile semplice e fluido di Matheson, per certe storie e per certi argomenti, è un vero toccasana. La capacità dell’autore di Io sono leggenda di trascinare il lettore dentro la storia è ormai cosa nota, eppure sorprende sempre, e con la stessa bravura, con poche e quasi elementari frasi prive di metafore, è in grado di creare scenari davvero inquietanti.

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Dylan Dog n° 4 – Il fantasma di Anna Bever [1987]

E’ questo lo stile che cerco, è questo uno dei compiti di uno scrittore: sollecitare e stuzzicare l’immaginazione del lettore, e Richard non sbaglia mai.

Una storia interessante, quella di “Io sono Helen Driscoll”, e se lo consiglia pure Dylan Dog un motivo c’è.

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Nel 1999 David Koepp dirige il film Echi mortali, ispirato al romanzo di Matheson, sulla cui copertina spicca la faccia serpentina ma alquanto affascinante di Kevin Bacon.

Come già scritto, il film consiste in una libera interpretazione del romanzo di Matheson, ma ne riporta fedelmente il titolo Echi mortali (Stir of echos), che nella traduzione italiana del libro è stato cambiato. Tutti i nomi dei personaggi sono stati cambianti, ma quello del protagonista è rimasto lo stesso; la storia ruota intorno alla seduta di ipnosi e alla mente di Tom lasciata allo stato brado che sembra pascolargli accanto 🙂 Per il resto il plot è completamente diverso da quello del romanzo del nostro caro Richard. Ad ogni modo, se interessa e/o se piace il genere, è il film che fa per voi!

Consigliato! Sia il romanzo che il film.

Alla prossima

Sil.

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