[Recensione] Candy

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<<Ecco qui. Ora, tu scrivi: “Concedere pienamente se stesse non è un semplice obbligo imposto da un superstizione all’antica, ma un privilegio meraviglioso ed emozionante”>>.

Abbassò i fogli e fissò la ragazza con sguardo interrogativo, sollevando di nuovo il bicchiere di sherry.
<<Cosa intendeva dire qui, mia casa?>>

Candy si agitò un po’ sulla sedia.

<<Ma…>> farfugliò <<…forse è sbagliato? È quello che aveva detto lei, ne sono abbastanza sicura…>>.

Il professor Mephesto si alzò in piedi, unendo le mani e levando lo sguardo al soffitto.

<<Se è sbagliato…?>> domandò meravigliato. <<Mia cara! Mia casa, adorata ragazza… certo che è giusto! Va benissimo!>>

Andò su e giù per la stanza, declamando: <<Concedere pienamente se stesse non è un semplice obbligo imposto da un superstizione all’antica, ma un privilegio meraviglioso ed emozionante>>.

[…]

<<E i pesi, le necessità umane>> le disse con amabile schiettezza <<sono così profonde e… dolorose>>.

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