[Recensione] La stanza degli ufficiali

guèrra s. f. [dal germ. werra]

Conflitto aperto e dichiarato fra due o più stati, o in genere fra gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi, ecc., nella sua forma estrema e cruenta, quando cioè si sia fatto ricorso alle armi; nel diritto internazionale è defin

ita come una situazione giuridica in cui ciascuno degli stati belligeranti può, nei limiti fissati dal diritto internazionale, esercitare la violenza contro il territorio, le persone e i beni dell’altro stato, e pretendere inoltre che gli stati rimasti fuori del conflitto, cioè neutrali, assumano un comportamento imparziale.

(Vocabolario Treccani – on line)

“Voglio dire, il fango delle trincee, l’umidità che ti penetra nella ossa, i grossi ratti neri sgusciano tra rifiuti informi, gli odori mescolati di tabacco grigio ed escrementi mal sotterrati […] Questa è la guerra che non ho conosciuto.”

La guerra genera mostri. Persone mutilate, sfregiate, lacerate nella carne e nella psiche. Mostri, appunto.

Siamo nella Parigi del 1914. È la vigilia dello scoppio del conflitto. Adrien Fournier, poco più che ventenne, è un ufficiale del genio, bellissimo e con un amore appena incontrato.
Come gran parte degli uomini dell’epoca, è chiamato a servire la Patria e quindi viene spedito al fronte.

La sera stessa del suo arrivo, gli viene affidata una missione di perlustrazione. Una missione praticamente priva di pericolo. Ma il destino è beffardo, il destino ama giocare e scherzare: esplode una granata e una scheggia sfigura il viso del giovane ufficiale:. La mascella superiore vola via insieme al palato e parte del naso.

Ricoverato subito in un ospedale, Adrien viene fatto alloggiare nella stanza riservata agli ufficiali. Una stanza dove non ci sono specchi, dove gli stessi soldati non possono rendersi conto delle conseguenze che la guerra ha avuto sul loro corpo, ma soprattutto sul loro volto.

Infanterie-française-rolIn questa stanza, Adrien vi rimane rinchiuso per ben cinque anni (“La guerra del Quattordici io non l’ho conosciuta”), durante i quali è sottoposto a dolorosissimi interventi chirurgici maxillofacciali per ricostruire parte della funzionalità basale. Nella stanza degli ufficiali conosce quelli che diventeranno i suoi migliori amici: il pilota Weil, il capitano Penanster e l’infermiera Marguerite. Con il loro supporto, supporto ovviamente reciproco, l’ufficiale Fournieri riuscirà a superare le difficoltà della propria situazione, imparando a vivere alla giornata, senza pensare al futuro.

I personaggi sono caratterizzati il giusto, forse è un po’ troppo scarno il loro approfondimento psicologico, soprattutto quello del protagonista, ma tutto sommato è un romanzetto godibile, che mostra l’altra faccia della guerra, quella di chi non è in prima fila, quella non vissuta dietro le trincee indossando la mimetica e imbracciando un’arma.

recensione la stanza degli ufficiali controlettureQuella raccontata ne La stanza degli ufficiali è pur sempre una guerra: è la guerra personale, è il conflitto di quei soldati che combattono contro loro stessi e contro l’impatto psicologico che la guerra ha avuto su di loro, sulle conseguenze, sulle loro emozioni e su quelle degli altri (Adrien stesso, per molto tempo, ha rinviato con scuse non sempre plausibili l’incontro con i propri famigliari: “Trovo una lettera di mia madre sul letto. Ho sempre paura che abbia appreso la verità”).

Una scrittura veloce, quella di Marc Dugain, secca, senza troppi fronzoli, con narrazione in prima persona singolare.
Non mancano alcuni episodi ironici che sdrammatizzano rallegrano anche se di poco la tristezza dell’anima, naturale conseguenza della guerra.

Una lettura consigliata.

Alla prossima.

Sil.

LaStanzaGrande

Titolo: La stanza degli ufficiali
Autore: Marc Dugain
Casa editrice: Vertigo
Pag.: 160
Anno: 2008

 

Foto prelevate dal web.

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2 pensieri su “[Recensione] La stanza degli ufficiali

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